Continuiamo il nostro approfondimento sul tema della disabilità. In questa puntata parliamo di disabilità, abilismo  e abilismo interiorizzato un aspetto che spesso si tratta poco…

Abilismo

che cos’è?

è quell’insieme di atteggiamenti pregiudizievoli e comportamenti discriminatori rivolti a persone con disabilità da individui non disabili (Bogart & Dunn, 2019).

Si distingue dal termine (meno usato) disabilismo in quanto l’abilismo fa riferimento maggiormente ad un’oppressione di tipo sociale, a differenza del disabilismo che invece si riferisce ad un livello più individuale.

Molti atti abili non sono intenzionali e le persone che li commettono di solito non sono consapevoli del contenuto problematico e dell’impatto delle loro parole e azioni.

Altri, ovviamente, lo fanno consapevolmente, con l’intento di prendere in giro, evitare, mettere in imbarazzo o addirittura danneggiare le persone con disabilità.

Una delle principali sfide psicologiche in queste situazioni è identificare i modi per aiutare e persone non disabili a evitare “comportamenti abilisti” nei confronti delle persone con disabilità un risultato che idealmente porterebbe a relazioni più positive (Dunn, 2019).

Abilismo interiorizzato

L’abilismo interiorizzato si verifica quando una persona con disabilità adotta una “prospettiva esterna” sulla propria condizione.

Si interpreta la propria disabilità come un problema:

  • da ignorare,
  • da nascondere,
  • da superare

quindi agire o diventare simile a chi non è disabile.

Non si riesce a considerare la disabilità come un aspetto importante della propria identità o dell’orgoglio individuale.

Alcuni possono anche negare la loro disabilità cercando di mascherarla, o in qualche modo nasconderla, così da poter sembrare “normali” (ad esempio, ignorando la perdita dell’udito, rifiutandosi di rivelare una condizione di salute cronica ma invisibile).

Altri invece evitano di frequentare o socializzare con altre persone con disabilità per evitare il rischio di essere associati a loro o addirittura evitare il rischio che qualcuno, a conoscenza della loro disabilità, la renda pubblica.

In atri casi si cerca di adottare uno stile di vita di persone non disabili in modo che si venga percepiti come “eroi” o “modelli di comportamento”. Si lascia passare il messaggio che

“se una persona con disabilità ci riesce possiamo impegnarci e farcela anche noi”

I media in particolare sono ricchi di queste storie, spesso condite di elementi emotivi di impatto, in cui le persone con disabilità sono raccontate come protagoniste di una vita drammatica, o al contrario come eroi da ammirare e prendere da esempio. Questo fenomeno, per cui la vita di una persona con disabilità è raccontata in modo da ispirare gli altri e essere da esempio, è stato definito dalla comica e attivista per i diritti dei disabili Stella Young come inspirational porn:

Stella Young

And in the past few years, we’ve been able to propagate this lie even further via social media. You may have seen images like this one: “The only disability in life is a bad attitude.” Or this one: “Your excuse is invalid.” Indeed. Or this one: “Before you quit, try!” These are just a couple of examples, but there are a lot of these images out there. You know, you might have seen the one, the little girl with no hands drawing a picture with a pencil held in her mouth. You might have seen a child running on carbon fiber prosthetic legs. And these images, there are lots of them out there, they are what we call inspiration porn. (Laughter) And I use the term porn deliberately, because they objectify one group of people for the benefit of another group of people. So in this case, we’re objectifying disabled people for the benefit of nondisabled people. The purpose of these images is to inspire you, to motivate you, so that we can look at them and think, “Well, however bad my life is, it could be worse. I could be that person.

La modalità in cui la disabilità è raccontata e percepita nella nostra cultura, nella nostra società e nei modelli educativi è fortemente distorta dalla prospettiva abilista. Una delle principali preoccupazioni è che, quando le persone con disabilità emulano aspetti identitari degli individui senza, rischiano di interiorizzare l’abilismo facendo propria la credenza per cui, avere una disabilità, pone in una condizione di diversità e di svantaggio rispetto a chi non ha disabilità. Per tale motivo gli scopi di vita sono orientati verso la costruzione di uno stato migliore dell’essere disabili, e quindi simile alle persone senza disabilità (Campbell, 2009).

In Italia il tema dell’abilismo e dell’abilismo interiorizzato è stato introdotto e molto ben trattato da Maria Chiara e Elena Paolini

il loro blog Witty Wheels è ormai un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire i temi legati alla disabilità, l’abilismo e ai diritti delle persone con disabilità.

e voi cosa ne pensate? quanto siete stati abilisti nella vostra vita?

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