riabilitazione cognitiva

La Riabilitazione Cognitiva

Con il termine riabilitazione cognitiva si fa riferimento ad un insieme di trattamenti integrati che includono tecniche ed approcci diversi. Il modello può includere sia la stimolazione cognitiva che il training cognitivo affiancato da altri approcci e tecniche.

In poche parole si tratta di un modello di intervento che si rifà al paradigma Biopsicosociale e si basa sul seguente assunto:

la demenza contempla un cambiamento dei bisogni sia a livello biologico, psicologico e sociale. Il modello riconosce che la demenza (pur essendo una malattia che colpisce il singolo paziente) viene vissuta anche dal contesto sociale in cui il paziente è inserito, e in questo modo si vanno a modificare le credenze e i valori stessi di quel contesto.

La riabilitazione in questo caso è vista come uno strumento per aiutare le persone a raggiungere o mantenere un livello soddisfacente:

  1. nella forma fisica
  2. nella forma psicologica
  3. nelle relazioni sociali

In questo modo la riabilitazione dovrebbe avvenire nel modo più naturale possibile, seguendo un percorso individuale che cambia da persona a persona e si modifica nel tempo a seconda del soggetto, delle sue difficoltà a livello cognitivo e a seconda del contesto sociale in cui è inserito.

La riabilitazione cognitiva contempla un approccio individuale e ha lo scopo di aiutare persone affette da decadimento cognitivo includendo anche i propri famigliari e caregiver. Tutti gli attori coinvolti lavorano insieme ai vari professionisti con lo scopo di individuare gli obiettivi che sono rilevanti per quella persona, e le migliori strategie per raggiungerli.

L’enfasi di questo modello non è posta sul miglioramento della funzione cognitiva, ma sul migliorare il funzionamento delle attività nella vita di tutti i giorni [1].

La riabilitazione nella Demenza

Nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer la riabilitazione cognitiva può aiutare ad individuare quelle aree cognitive che sono ancora preservate e in questo modo sviluppare strategie di compensazione. Lo scopo è di migliorare la qualità delle funzioni della vita quotidiana e ridurre il livello di disabilità e di stress correlato per la famiglia.

L’individualità è un aspetto cruciale in questo tipo di intervento!

Insieme al terapista si cerca di capire quali sono le difficoltà più importanti al momento. Quindi l’oggetto del trattamento sono le situazioni reali vissute nella vita quotidiana, gli obiettivi del trattamento sono scelti in modo collaborativo e gli interventi di solito sono svolti in modo individuale e domiciliare.

Loewenstein, Acevedo [3] hanno elaborato una loro versione della riabilitazione cognitiva strutturata in interventi individuali che includono:

  1. La stimolazione cognitiva attraverso la pratica di orientamento.
  2. Training cognitivo per l’attenzione sostenuta e la velocità di elaborazione visuo-motoria.
  3. Pratica di abilità motorie e cognitive tramite la manipolazione e l’esercizio di oggetti d’uso quotidiani.
  4. Pratica delle attività di vita quotidiana

L’intervento sull’Ambiente di vita

Un aspetto degno di nota di questo tipo di trattamento è che la riabilitazione cognitiva  non si applica in modo isolato ad una specifica abilità cognitiva. Ma offre un modello per trattare il deterioramento cognitivo in base al comportamento e alle disabilità sociali.

Il paziente è visto nel suo contesto e nella sua interazione con l’ambiente che lo circonda. Il focus del trattamento non è sui deficit cognitivi, ma sulla capacità di trovare e apprendere metodi di compensazione di quei deficit.

In questo contesto la compensazione non si riferisce solo all’utilizzo di strumenti per aiutare la memoria , ma proprio alla capacità di apprendere una strategia di compensazione e riadattarla all’uso quotidiano.

Il paziente è guidato tramite istruzioni e dimostrazioni all’apprendimento di tecniche e soluzione che possono essere utilizzate anche in altri contesti.

L’uso di diversi strumenti della riabilitazione cognitiva è da un lato il vantaggio di questo tipo di intervento.

L’ultimo studio del Cochrane [4] non può fornire abbastanza evidenze perché il numero di studi è ancora basso e le ricerche sono in corso.  Ma al momento abbiamo a disposizione i dati incoraggianti del primo studio pilota [5] soprattutto per quanto riguarda un aumento dell’autostima e una maggiore soddisfazione personale nello svolgimento di attività.

In conclusione possiamo dire che è chiaro che il deterioramento cognitivo in pazienti con demenza di Alzheimer è maggiore e più veloce in pazienti che non ricevono nessuna forma di riabilitazione cognitiva [6].

Dei vari trattamenti non farmacologici presenti, la riabilitazione cognitiva sembra essere il più promettente perché agisce direttamente sull’ambiente di vita e coinvolge sia il paziente che i familiari che lo accudiscono.

Purtroppo resta un tipo di trattamento poco usato in Italia, sia per la scarsa presenza di professionisti specializzati in questo tipo di intervento, sia soprattutto per i costi associati. Come detto si tratta di un intervento individuale e strutturato sul paziente e sul suo ambiente di vita ed al momento è fornito solo tramite prestazioni private. Confidiamo che con l’aumentare delle evidenze scientifiche sulla sua efficacia il sistema sanitario nazionale lo integri tra le procedure elettive nei casi di Demenza.

 

Riferimenti

  1. Wilson, B.A., Towards a comprehensive model of cognitive rehabilitation. NEUROPSYCHOLOGICAL REHABILITATION, 2002. 12(2): p. 97-110.
  2. Prigatano, G.P., Principles of neuropsychological rehabilitation / George P. Prigatano. 1999: New York : Oxford University Press, 1999.
  3. Loewenstein, D.A., et al., Cognitive rehabilitation of mildly impaired Alzheimer disease patients on cholinesterase inhibitors. Am J Geriatr Psychiatry, 2004. 12(4): p. 395-402.
  4. Bahar-Fuchs, A., L. Clare, and B. Woods, Cognitive training and cognitive rehabilitation for persons with mild to moderate dementia of the Alzheimer’s or vascular type: a review. Alzheimers Res Ther, 2013. 5(4): p. 35.
  5. Clare, L., et al., Goal-oriented cognitive rehabilitation in early-stage dementia: study protocol for a multi-centre single-blind randomised controlled trial (GREAT). Trials, 2013. 14: p. 152.
  6. Buschert, V., A.L. Bokde, and H. Hampel, Cognitive intervention in Alzheimer disease. Nat Rev Neurol, 2010. 6(9): p. 508-17.

 

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